Petizione · Italia · 2026

Armi che decidono chi vive.
L'Italia non ha ancora detto niente.

Sciami di droni autonomi sono già operativi in Ucraina, Gaza e Libia. L'AI Act europeo li esclude. L'Italia produce, vende, e tace. Chiediamo al governo italiano di sostenere un trattato internazionale vincolante alle Nazioni Unite.

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Quattro cose che dovresti sapere subito.

≥ 200

Attacchi con sistemi d'arma autonomi documentati in Ucraina nel 2024.

Human Rights Watch, World Report 2025.
0

Articoli dell'AI Act europeo che regolano l'AI militare.

Regolamento (UE) 2024/1689, art. 2(3).
0

Interrogazioni parlamentari italiane sul tema nel 2024.

Camera dei Deputati, archivio interrogazioni.

Caso documentato di un'arma autonoma che ingaggia un bersaglio umano senza ordine specifico — Libia, Kargu-2, marzo 2020.

ONU, rapporto S/2021/229.
Cosa sono

Non sono droni telecomandati.
Sono diversi.

Quando si parla di "armi autonome" o "sistemi d'arma letali autonomi" (in inglese: LAWS, Lethal Autonomous Weapons Systems) ci si riferisce a sistemi che, una volta attivati, possono selezionare e ingaggiare un bersaglio senza ulteriore intervento umano.

La differenza con un drone Predator pilotato da remoto è netta. Nel drone classico c'è un operatore umano che dà l'ok finale prima di sparare. Nei sistemi autonomi, no. La macchina decide, la macchina spara.

Il principio etico-giuridico in discussione si chiama "meaningful human control" — il controllo umano significativo. È il pilastro del dibattito alle Nazioni Unite, ed è il motivo per cui la Croce Rossa Internazionale ha chiesto formalmente, dal 2021, un trattato vincolante che vieti i sistemi più pericolosi.

Esempi documentati: il sistema turco Kargu-2 (Libia, 2020), il sistema russo Lancet-3 (Ucraina, 2023-2024), il sistema israeliano Lavender (Gaza, 2023-2024 — usato per generare automaticamente liste di bersagli con AI). Non sono prototipi. Sono in uso adesso.

Dove sono in uso

Tre guerre, tre casi documentati.

Ucraina · 2022 — oggi

Entrambi i lati impiegano sciami di droni con funzioni di targeting parzialmente autonome. La Russia con il Lancet-3 e i Geran (versione iraniana del Shahed). L'Ucraina con il Saker Scout (prodotto interno) e i sistemi forniti da partner occidentali. Il caso più documentato è l'uso di sciami con coordinamento algoritmico per saturare le difese nemiche.

Fonte: Human Rights Watch, multiple
Gaza · 2023 — 2024

L'inchiesta di +972 Magazine ("Lavender", aprile 2024) rivela un sistema AI israeliano usato per generare automaticamente liste di bersagli. Migliaia di nomi processati al minuto, con margini di errore dichiarati del 10%. La selezione è AI; l'ingaggio è umano ma con tempi di approvazione di pochi secondi — meaningful human control ridotto al minimo.

Fonte: +972 Magazine, aprile 2024
Libia · 2020

Primo caso pubblicamente documentato di un'arma autonoma che ingaggia un bersaglio umano senza ordine specifico: il Kargu-2 turco, citato nel rapporto ONU del Panel di Esperti S/2021/229. L'episodio è considerato il momento storico di transizione dal "se accadrà" al "sta accadendo".

Fonte: ONU, rapporto S/2021/229
Il ruolo italiano

L'Italia produce, vende, e finora tace.

L'industria italiana della difesa è grande e tecnologicamente avanzata. Leonardo è tra i primi 12 produttori mondiali di sistemi militari, con fatturato 2024 superiore a 17 miliardi di euro. Il Gruppo possiede tecnologie chiave per l'automazione: targeting algoritmico, riconoscimento immagini, sciami di droni (programma Vertex). Non sono LAWS in senso stretto, ma sono i mattoni di costruzione delle LAWS prossime venture.

Sul piano politico: l'Italia non ha ancora preso una posizione formale ai negoziati ONU CCW sui sistemi d'arma autonomi. Non li ha vietati, non ha proposto regole, non ha aderito al gruppo dei circa 30 paesi che chiede un trattato vincolante. La posizione ufficiale, ad oggi, si può riassumere così: "vedremo".

L'AI Act europeo, in vigore da agosto 2024, all'articolo 2(3) esclude esplicitamente gli usi militari dal proprio ambito. Lo stesso strumento che regola un chatbot e un sistema di riconoscimento facciale civile non si applica a un'arma autonoma. È un buco legale eclatante — ed è il motivo per cui un trattato dedicato, vincolante, internazionale, è necessario.

Cosa chiediamo all'Italia, in tre punti.

  1. 1Sostegno italiano formale a un trattato vincolante sui sistemi d'arma autonomi alle Nazioni Unite (CCW).
  2. 2Trasparenza pubblica sull'industria italiana coinvolta in tecnologie di automazione militare.
  3. 3Dibattito parlamentare con audizioni pubbliche entro 6 mesi.

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Petizione al Governo italiano

Sostegno italiano al Trattato ONU sulle armi autonome

I sottoscritti cittadini e cittadine italiane,

consapevoli che sistemi d'arma autonomi letali (LAWS) sono già operativi sui teatri di Ucraina, Gaza e Libia, e che il loro uso pone questioni urgenti di responsabilità, controllo umano significativo, e protezione dei civili,

preso atto che l'AI Act dell'Unione Europea, all'articolo 2(3), esclude esplicitamente gli usi militari dal proprio ambito di applicazione,

preso atto che alle Nazioni Unite, in seno alla Convention on Certain Conventional Weapons (CCW), è in corso un negoziato internazionale per un trattato vincolante sui sistemi d'arma autonomi,

rilevato che l'Italia non ha ancora espresso una posizione formale favorevole né si è unita al gruppo di paesi che richiede un trattato vincolante,

RICHIEDIAMO al Governo italiano di:

  1. esprimere formalmente, attraverso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, sostegno italiano alla negoziazione di un trattato internazionale vincolante sui sistemi d'arma autonomi presso le Nazioni Unite;
  2. promuovere trasparenza pubblica sull'industria italiana coinvolta in tecnologie di automazione militare, ivi compresi i programmi di sviluppo di sistemi a guida algoritmica;
  3. convocare un dibattito parlamentare con audizioni pubbliche di esperti, accademici, organizzazioni della società civile e industria, entro sei mesi dalla raccolta delle prime 5.000 firme della presente petizione.
Promosso da Via Lattea APS — vialattea.org
Roma, maggio 2026
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  3. 3
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    Avviamo un comunicato ufficiale a 50 testate. Inviamo la petizione formalmente al MAECI, alla Camera, al Senato. Chiediamo audizione parlamentare.

  4. 4
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    Conferenza stampa pubblica a Roma + delegazione della coalizione (Via Lattea + Rete Pace e Disarmo + ICAN-Italia + accademici) al Ministero.

  5. 5
    Risposta del governo

    Pubblicheremo qualsiasi risposta (positiva, negativa, silenzio) sul nostro sito. Senza filtri.

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Domande frequenti.

Chi sta dietro questa petizione?+
Via Lattea APS, associazione di promozione sociale con sede a Roma. Lavoriamo su AI safety, clima e diritti. Non siamo un partito, non riceviamo fondi pubblici per questa campagna, non vendiamo armi (ovviamente).
La petizione ha valore legale?+
Una petizione popolare non vincola direttamente il governo, ma è uno strumento di pressione politica e di costruzione di consenso pubblico riconosciuto. Sopra le 50.000 firme può diventare base per una proposta di legge di iniziativa popolare ai sensi dell'art. 71 della Costituzione, ma il nostro obiettivo immediato è il sostegno politico alla negoziazione ONU CCW — non la legge italiana.
I miei dati sono al sicuro?+
Sì. Conserviamo solo email, nome e città in un database protetto da accesso ristretto. Non li condividiamo con nessuno. Non li vendiamo. Puoi cancellarti in qualsiasi momento (un click, niente spiegazioni). Vai alla nostra Privacy Policy per i dettagli.
La mia firma è pubblica?+
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Sono di un'altra nazionalità, posso firmare?+
La petizione è rivolta al governo italiano, quindi formalmente le firme che pesano sono di cittadini italiani o residenti in Italia. Se sei straniero o all'estero puoi firmare lo stesso — il tuo supporto vale come pressione internazionale, e i numeri contano. Il nostro contatore distingue i due gruppi.
Cosa rispondiamo se ci accusano di ingenuità o anti-tecnologia?+
Non chiediamo di vietare l'AI. Non chiediamo di disarmare l'Italia. Chiediamo che la regolazione esistente sull'AI civile (AI Act) abbia un equivalente per il militare, e che l'Italia partecipi alla discussione internazionale che già è in corso. È una richiesta moderata, non massimalista.
Pubblicate quante firme avete?+
Sì, in tempo reale, sul contatore in cima alla pagina. È un dato che vogliamo trasparente. Se domani vediamo che il dato è poco credibile (es. 100.000 firme in un giorno con bot) lo dichiareremo apertamente e prenderemo contromisure.
Fonti

Tutto quello che leggi qui è verificabile.
Ecco da dove arriva.

  1. 1

    Human Rights Watch — "World Report 2025", capitolo Autonomous Weapons.

    https://www.hrw.org/world-report/2025 ↗
  2. 2

    ONU — Rapporto S/2021/229, panel esperti su Libia.

    https://undocs.org/S/2021/229 ↗
  3. 3

    +972 Magazine — Yuval Abraham, "Lavender: The AI machine directing Israel's bombing spree in Gaza", aprile 2024.

    https://www.972mag.com/lavender-ai-israeli-army-gaza/ ↗
  4. 4

    ICRC — International Committee of the Red Cross, position paper "Autonomous weapon systems", maggio 2021.

    https://www.icrc.org/en/document/icrc-position-autonomous-weapon-systems ↗
  5. 5

    Stop Killer Robots — "The risks of autonomous weapons", 2024.

    https://www.stopkillerrobots.org/ ↗
  6. 6

    Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) — articolo 2(3), esclusione del militare.

    https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1689 ↗
  7. 7

    Leonardo S.p.A. — bilancio 2024 e programma Vertex.

    https://www.leonardo.com/ ↗
  8. 8

    Andrea Bertolini, Sant'Anna Pisa — "Artificial Intelligence and Law: An Overview", 2023.

    https://www.santannapisa.it/ ↗
  9. 9

    Convention on Certain Conventional Weapons — Group of Governmental Experts on Lethal Autonomous Weapons Systems, ONU Geneva.

    https://meetings.unoda.org/ccw-/ ↗
  10. 10

    Rete Italiana Pace e Disarmo — posizione su armi autonome.

    https://www.retepacedisarmo.org/ ↗
Una firma. Un trattato.

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Allora sai cosa fare.

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